| FaceBook ora è veramente sociale |
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Come segnala Mashable , gli utenti USA di Facebook ora possono ricevere in tempo reale gli allarmi AMBER, cioè le notifiche di sparizione di bambini, sul social network affinchè possano quindi essere condivise e rilanciate, creando un effetto a catena; questo è il risultato della nuova partnership con il Centro Nazionale per i Bambini Scomparsi del Dipartimento di Giustizia americano che su Facebook ha pubblicato varie pagine AMBER Alert (una per ciascuno dei 50 stati).
Negli USA alcuni dipartimenti di polizia avevano già utilizzato i social network come una sorta di “Chi l’ha visto” per notificare gli avvisi AMBER per i casi più gravi di sottrazione di minori e oltre 500 sono i casi di successo, terminati con il ritrovamento di ragazzi scomparsi o rapiti. Tra l’altro, causa l’ordinamento USA, questo metodo consente alla polizia di perseguire i casi anche al di fuori dei suoi confini. Ernie Allen, presidente e CEO di National Center for Missing and Exploited Children, ha dichiarato che il programma è geograficamente mirato, il che significa che la notizia di un bambino scomparso a Seattle non apparirà a coloro che hanno firmato ad es. per la pagina di Virginia AMBER Alert. Tuttavia, se vi è un’ipotesi che un bambino o un rapitore possa essere in un altro stato, allora le segnalazioni saranno rilasciate in più di uno Stato. Anche se questa particolare iniziativa è focalizzata negli USA, ci sono speranze che lo sforzo diventi globale. Allen ha detto infatti che anche altri paesi stanno lavorando con Facebook per creare programmi simili. Ecco quindi un uso più ampiamente sociale dei social media. Già nel 2007, con il supporto della Regione Puglia e del Fondo Sociale Europeo, la C Cube aveva intercettato questa esigenza e lanciato in Italia il primo gioco educativo sul web (“Il mondo di Loki”, disponibile gratuitamente per le scuole elementari su www.malamore.net ) con l’obiettivo di far riconoscere ai bambini possibili comportamenti a rischio (principalmente pedofilici) prima che si trasformassero in minacce e creando, contemporaneamente, le basi per un uso sicuro di internet. Da questo primo gioco è nata poi una serie di progetti con la realizzazione di altri giochi educativi basati sull’utilizzo di social network (come strumento naturale per attuare la teoria dei giochi di Nash) e finalizzati a creare reti virtuali di contrasto sociale ai fenomeni del bullismo e della pedofilia, utilizzando forme di espressione, di linguaggio e tecnologiche caratteristiche delle nuove generazioni. L’augurio è che, a partire da questi casi di successi, le istituzioni nazionali ed europee sappiano mettersi in gioco e abbiano voglia di sperimentare nuovi approcci e metodologie, combinando le capacità investigative e psicologiche con le dinamiche relazionali insite nei social media.
Pagina FB Amber Alert: http://www.facebook.com/AMBERalert?v=app_184629311547649 Video conferenza stampa: http://www.livestream.com/facebookdclive/share?utm_source=lsplayer&utm_medium=ui-share&utm_campaign=facebookdclive&utm_content=facebookdclive |










